Aracne: trame che parlano di inclusione
I primi ai quali abbiamo presentato AltroScambio sono proprio loro, Elisa e Francesca, alla guida di Aracne, un brand che intreccia moda etica, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, nato dalla visione della cooperativa Paso (www.cooperativapaso.it).
Dopo anni di duro lavoro, il desiderio di essere “visibili” era più forte che mai. Abbiamo respirato come in Aracne lavorare affianco di persone con fragilità, cercando sempre uno standard di qualità e di ricercatezza siano due punti imprescindibili. Abbiamo ascoltato il loro desiderio di non essere considerati speciali per la fragilità che hanno le persone che lavorano lì, ma per le competenze, il talento e il valore che sanno esprimere. Perché la fragilità non è un limite: può diventare una forza, una risorsa capace di rivelare abilità e sensibilità straordinarie. E di questo vogliamo essere i primi paladini.
Aracne è una piccola sartoria sociale di paese, un punto di riferimento per chiunque abbia bisogno di servizi essenziali di riparazione, adattamento e cura dei capi di abbigliamento. Mentre parliamo, diverse signore entrano in negozio per chiedere un orlo, una modifica a un vestito o la sostituzione di una cerniera: piccoli interventi che raccontano il legame quotidiano tra la sartoria e la comunità locale.
Francesca sottolinea come il mestiere della sartoria stia progressivamente scomparendo dalla tradizione italiana. Sempre meno persone possiedono le competenze necessarie per effettuare anche una semplice riparazione domestica, come ricucire uno strappo o sostituire un bottone. Proprio per questo, realtà come Aracne assumono un valore che va oltre il servizio offerto: contribuiscono a preservare un sapere artigianale e a promuovere una cultura della cura, del riuso e della sostenibilità.
Ma Aracne è molto di più: ogni capo è il frutto di un processo creativo che parte dal recupero di materiali tessili scartati e si realizza grazie al talento di persone spesso escluse dal mercato del lavoro. È una sartoria che dà spazio a chi cerca un nuovo inizio: donne in situazione di fragilità, migranti, giovani in cerca di un’opportunità concreta.
C’è chi cuce, chi dipinge su stoffa e vestiti usati. Ognuno mette in piazza i propri talenti per dare nuova vita agli scarti...e per cercare di riscrivere la propria storia, con una trama diversa. Si può trovare di tutto, dalla borsetta chic al giubbotto rock’n roll dipinto a mano, ce n’è per tutti i gusti.
Dal 2025 hanno inaugurato la nuova sede a Costa Masnaga, un piccolo gioiello che parla di inclusione, creatività e riscatto appena fuori dalla statale 36: un immobile confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità.
Nonostante la struttura sia rimasta invariata, è un posto molto accogliente: un bellissimo graffito colorato e il grande logo di Aracne svettano all’ingresso della struttura.
Da poco hanno anche una sede distaccata a Lecco, condivisa con altre realtà che fanno del riciclo il loro baluardo.
Tutti i capi sono pezzi unici, cuciti con ritagli di tessuto donato da grandi e piccole aziende della zona. Il magazzino straripa di rotoli di tessuto e ritagli che a prima vista sembrerebbero irrecuperabili. Eppure, nelle mani abili delle sarte, tutto si trasforma: gadget, borse, abiti, porta pc e tablet e tanto altro.
La vera essenza di Aracne, ci sembra, sta nel saper vedere il diamante là dove altri vedono solo carbone grezzo: nei tessuti che trasforma e nelle persone fragili che accoglie e valorizza ogni giorno.
Francesca e Elisa ci raccontano di partecipazione a sfilate di moda (vedi ExpoAid 2026) e la creazione di gadget e regalistica aziendale. Il multitasking è proprio la caratteristica distintiva di questo posto.
Vuoi saperne di più? Visita il loro sito www.aracnesartoriasociale.it

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